Anni fa produssi una sessione della conferenza internazionale PCST2012, organizzata a Firenze dall’omonimo network internazionale di comunicatori della scienza, per presentare e discutere l’esperienza del Science Media Centre britannico. Oltre alla direttrice Fiona Fox, invitai Anne Glover, che era stata appena nominata Chief Scientific Adviser dell’allora Presidente della Commissione Europea, Barroso.

Microbiologa scozzese di fama, Glover raccontò un divertente, e significativo, aneddoto sui suoi ultimi giorni come Chief Scientific Adviser del primo ministro scozzese. L’aveva chiamata a casa di venerdì sera, mentre lei si stava rilassando con il secondo bicchiere di vino, ed era arrabbiato con lei per aver ancora una volta presentato pubblicamente un dato scientifico in modo secondo lui poco deciso, e l’aveva sfidata: “Non riesce a dirmi anche solo UNA COSA CERTA” le aveva intimato il suo Primo Ministro con tono di voce alterato “una verità su cui gli scienziati non abbiano il seppur minimo dubbio?”. Lei era a pochi giorni dalla fine del suo mandato, e decise di accontentarlo: “Una cosa c’è” raccontò di avergli detto. “La scienza è certa che nulla può viaggiare più veloce della luce”. Poi aggiunse, con un ampio sorriso: “Appena un paio di giorni dopo, dal CERN arrivò l’annuncio sulla presunta scoperta del neutrino superluminale”.
Ovviamente ora sappiamo che quell’annuncio era frutto di un errore, ma chi conosce la scienza sa anche che ogni scienziato ha fatto un pensierino all’idea di dimostrare che chi lo ha preceduto abbia sbagliato qualcosa, nella raccolta dei dati o nella loro interpretazione, e che la parola “certezza” non ha cittadinanza nella scienza.
Eppure, in Italia nel 2020 l’Ordine dei Giornalisti ha approvato una modifica al testo sui doveri del giornalista scientifico, parlando proprio – drammaticamente a sproposito – di “certezza“.
Ne ho parlato all’ultimo incontro (online) della Federazione Mondiale dei Giornalisti Scientifici, e mi hanno chiesto di buttar giù le mie riflessioni in un breve testo, che è stato diffuso nella newsletter (allegato qui sotto).
Fabio Turone
Presidente di Science Writers in Italy e membro del direttivo della European Federation for Science Journalism
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