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Lo swimmer Catanzaro premiato per l’inchiesta sul caso Sánchez

Óscar Sánchez Fernández, un umile lavamacchine di un paesino vicino Barcellona, in Spagna, viene arrestato nel Luglio 2010, estradato all’Italia, e condannato a 15 anni di carcere per narcotraffico internazionale e collaborazione con la camorra. Mesi dopo, un gruppo di giornalisti del quotidiano El Periódico di cui fa parte anche lo swimmer Michele Catanzaro – che pur occupandosi soprattutto di scienza si era occupato di inchieste internazionali che coinvolgevano l’Italia – scopre che nella sua storia ci sono molte cose che non quadrano.
Il gruppo realizza un’inchiesta che dimostra che Sánchez è l’ultima di una serie di vittime dell’abuso del mandato d’arresto europeo, un sistema di estradizione rapida fra paesi europei creato in tutta fretta dopo l’11 settembre. Il documentario è prodotto da MediaPro, in coproduzione con Televisión Espanyola, Televisió de Catalunya, e la danese DR.

Il trailer di “Fast track injustice”

 

Michele Catanzaro è un collaboratore di El Periódico e uno dei tre membri del gruppo che ha realizzato l’inchiesta (gli altri sono Antonio Baquero e Angela Biesot). Sebbene la sua specialità sia il giornalismo di scienza, venne coinvolto nell’inchiesta perché in precedenza si era occupato della presenza di criminalità organizzata italiana in Spagna. Nel corso dell’inchiesta, Catanzaro ha iniziato le riprese del documentario insieme al coautore Marc Parramon.

PREMI:

Premio Internazionale Rey de España di giornalismo (2013) e Premio Valors del Consell de l’Advocacia Catalana (2014), ad Angela Biesot, Antonio Baquero e Michele Catanzaro.

Ninfa d’Oro al miglior documentario televisivo (Festival di Montecarlo, 18/06/2015), a Michele Catanzaro e Marc Parramon.

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