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Silvia Bencivelli vince il Premio Classico 2018

Il Festival Classico è un omaggio alla bellezza, alla qualità e al confronto tra le culture. Quest’anno – 4a edizione – il focus è sul rapporto tra linguaggio e scienza con riferimenti alla divulgazione scientifica. 

Silvia, relatrice in questa ultima edizione, riceverà il Premio Classico 2018 sabato 10 novembre alle 18 a Palazzo Giuliani a Canelli.

Il Festival è dedicato a Giambattista Giuliani, linguista di fama mondiale nato a Canelli nel 1818.

Perché il Premio Classico 2018 a Silvia Bencivelli

di Marco Drago 
direttore artistico del Festival Classico

Il premio Classico 2018 va a Silvia Bencivelli, giornalista e comunicatrice scientifica nata a La Spezia nel 1977, laureata in medicina e chirurgia a Pisa e specializzata in Comunicazione della Scienza.
La sua attività instancabile di giornalista scientifica si svolge su innumerevoli piani (un blog seguitissimo, trasmissioni radiofoniche e televisive, pubblicazione di saggi e romanzi); in un campo fino a ieri dominato dalle figure ormai archetipiche degli Angela padre e figlio, Silvia Bencivelli rappresenta la punta di diamante di una “new wave” di comunicatori scientifici che vanno salutati con entusiasmo. Con lei intendiamo anche premiare l’attività (spesso su base volontaria) di molti studiosi – spesso giovanissimi – che hanno scelto di informare e insegnare avvalendosi del web, lontani dalle aule universitarie.
Ma le motivazioni di questo premio Classico 2018 non si fermano qua. Intendiamo infatti premiare anche la determinazione di Bencivelli nel combattere – non solo a parole – il flagello del bullismo via web e delle cosiddette “fake news” o “bufale” pseudoscientifiche.
In un periodo storico che sarà ricordato come quello del trionfo dei social media, scienziati e comunicatori scientifici si trovano nella difficile posizione di dover difendere verità inconfutabili da vere e proprie tempeste di opinioni sparate a casaccio dal cosiddetto “popolo del web” (in buona o cattiva fede non ci è dato saperlo).
Nel 2013, dalle pagine di “Tuttoscienze”, supplemento del quotidiano La Stampa, Silvia Bencivelli denunciava l’infondatezza di tutte le fantasiose teorie che gravitavano intorno al concetto di “scie chimiche”. Nulla di strano, si dirà. Eppure, quell’articolo, corredato di dati e informazioni facilmente verificabili da chiunque, diventò il pretesto per un infame linciaggio via web messo in atto dal sedicente esperto di scie chimiche Rosario Marcianò e da molti suoi seguaci. Dopo appena mezz’ora dalla pubblicazione online dell’articolo, sulla casella di posta elettronica della giornalista arrivò una email di Marcianò che in sintesi chiedeva: «Non ti vergogni?». Da quel momento cominciò l’incubo: un mail-bombing ostinato e una pletora di messaggi aggressivi su Facebook, Youtube, Twitter.
Silvia Bencivelli, esasperata, si rivolse a un avvocato e non si fece scoraggiare dalla proverbiale lentezza della giustizia italiana. Il processo si è svolto e, finalmente, nell’aprile di quest’anno, è arrivata la sentenza: Marcianò è stato condannato a otto mesi di carcere per diffamazione. Una sentenza molto importante, capace di creare un precedente e che, si spera, renderà più difficile la vita agli odiatori di professione.
Rigore scientifico, modernità dei mezzi e dei modi e senso di giustizia più forte della paura: ecco in sintesi le ragioni dell’assegnazione del Premio Classico 2018 a Silvia Bencivelli.

fonte: Gazzetta D’Asti

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