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A Cristina Da Rold il Premio SWIM per il giornalismo scientifico

La bellunese Cristina Da Rold ha vinto il Premio per l’eccellenza nel giornalismo scientifico indetto dall’associazione SWIM – Science Writers in Italy, con tre articoli si approfondimento a tema covid pubblicati su Infodata – Il Sole 24 Ore e su Le Scienze, “per il rilievo dato alla comunicazione scientifica sulla base di dati, condotta con solida padronanza del metodo e un lavoro costante e instancabile che si riflette nel rigore della ricostruzione giornalistica” come si legge nella motivazione.

Il momento dell’annuncio della vincitrice del Premio SWIM 2021

L’annuncio è stato dato il 14 aprile da Alexandra Borissova – membro del direttivo dell’associazione e coordinatrice della giuria – al termine di una chiacchierata online con l’altro finalista del premio Andrea Capocci, coordinata dalla swimmer Daniela Ovadia, che è stata trasmessa in diretta sui canali Facebook e  Youtube dell’associazione.

A lei vanno 1.000 euro e l’opportunità di partecipare come candidata italiana al premio European Science Journalist of the Year (ESJY) promosso dalla European Federation for Science Journalism con l’Association of British Science Writers.

La giuria – composta per questa prima edizione del premio dal direttivo dell’associazione, formato da Alexandra Borissova, Valeria delle Cave, Anna Rita Longo, Nicola Nosengo e Fabio Turone – ha voluto premiare anche gli articoli pubblicati da Andrea Capocci su il manifesto, “per la capacità di comunicare al pubblico temi di grande rilevanza, bilanciando sapientemente le esigenze di sintesi e presentazione della complessità”.
Per lui ha istituito una menzione speciale, e un premio di 500 euro.

Alla prima edizione del Premio SWIM 2021 per l’eccellenza nel giornalismo scientifico hanno partecipato 11 candidati, in maggioranza uomini (7 contro 4), che hanno presentato tre articoli ciascuno ricevendo i complimenti della giuria per l’ottimo livello dei lavori presentati: “La giuria ha avuto un compito davvero difficile” ha detto Borissova.

La chiacchierata, della durata di un’ora, è ora disponibile online. 

Profilo della vincitrice, Cristina Da Rold

Cristina Da Rold – Credits Lisa Zillio

Data-journalist freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale, Cristina Da Rold si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata – Il Sole 24 Ore.

Lavora per la maggior parte su temi legati alla sanità pubblica, all’epidemiologia, alle disuguaglianze sociali e al gap di genere.
Dal 2015 è consulente per la comunicazione/social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sede a Venezia.

Collabora con alcune riviste mediche specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il suo libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, il primo corso in Italia, sulla comunicazione sanitaria sui social media, giunto nel 2021 alla terza edizione.

GLI ARTICOLI PREMIATI

Infodata – Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2020 – Dati e coronavirus. Aiutateci a mappare chi condivide e cosa (aggiornato)

Le Scienze, 5 novembre 2020 – Come funziona un reparto di terapia intensiva

Le Scienze, 19 novembre 2020 – I dati della discordia sulla pandemia in Italia

Profilo del secondo classificato, con menzione speciale, Andrea Capocci

Andrea Capocci

Andrea Capocci (1973) è fisico teorico di formazione. Dopo aver svolto attività di ricerca fino al 2010, ora si dedica al giornalismo, alla divulgazione scientifica e all’insegnamento.

Scrive regolarmente sul quotidiano “il manifesto”, sul mensile “Le Scienze” e sulla rivista Jacobin Italia.

Ha al suo attivo due libri, “Networkology. La fisica delle reti” (Il Saggiatore, 2011) e “Il brevetto. Chi sono i padroni delle idee?” (Ediesse 2012).

GLI ARTICOLI PREMIATI

il manifesto, 9 febbraio 2020 – I farmaci presi nei nodi della rete

il manifesto, 19 febbraio 2020 – Coronavirus: la democrazia e i diritti alla prova dell’epidemia

il manifesto, 4 dicembre 2020 – Verso l’approvazione dei vaccini, il nodo dei «dati grezzi» indisponibili